Corriere Innovazione 

La «Pisa-IIT Softhand Plus» è stata premiata è stata premiata ad Humanoids in Corea del Sud. Bicchi: «Un altro passo avanti verso la riproduzione di movimenti naturali della mano»

Luca Barbieri

Una mano robotica «morbida» in grado di versare il caffè e afferrare una banconota. La robotica italiana segna un altro primato: la «Pisa-IIT Softhand Plus» è stata premiata è stata premiata ad Humanoids in Corea del Sud. La nuova mano di motori ne ha due, ed è in grado non solo di afferrare, ma anche di manipolare gli oggetti in modo più abile rispetto alla sua prima versione. La Softhand Plus può, solo col movimento delle dita, eseguire delle piccole azioni molto utili nella vita quotidiana, come versare il caffè in una tazzina, o prendere una banconota o una carta di credito tra la punta delle dita. Piccoli gesti fatti con una destrezza paragonabile a quella di un bimbo di pochi anni, e maggiore della prima SoftHand, che invece aveva una presa simile a quella di un neonato. Nuovi movimenti e prese che conferiscono alla mano una naturalezza ancora superiore.La ricerca è stata condotta dal gruppo del professor Antonio Bicchi, professore di robotica all’Università di Pisa e Senior Scientist all’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova: «Con la Pisa-IIT Softhand Plus facciamo un altro passo avanti verso la riproduzione di movimenti naturali della mano umana con una struttura artificiale il più semplice e robusta possibile, e quindi adatta a essere usata come protesi, oltre che come mano di un robot. Esperienze come questa sono i frutti tangibili della collaborazione tra una università e un istituto di ricerca di alta qualità, che insieme possono valorizzare al massimo sia ricerca che formazione. Fondamentale per questo studio all’avanguardia – prosegue Bicchi – Determinante è stato infatti il contributo di giovani studenti, come Cosimo Della Santina, che hanno preso parte a questo progetto durante il proprio corso di studi in Ingegneria Robotica a Pisa».


 

 Quotidiano Nazionale

Pisa, la mano robotica premiata in Corea

HUMANOIDS, la conferenza internazionale nell'ambito della robotica umanoide che si è svolta in Corea del Sud, premia per la seconda volta la mano robotica sviluppata nei laboratori dell'Università di Pisa e dell'Istituto Italiano di Tecnologia di Genova. Lo ha reso noto l'ateneo toscano


 

Ansa 

Premiata mano robotica pisana

(ANSA) PISA, 12 NOV Humanoids, la conferenza internazionale sulla robotica umanoide che si è svolta in Corea del Sud la scorsa settimana, premia per la seconda volta la mano robotica sviluppata nei laboratori dell'Università di Pisa e dell'Istituto Italiano di Tecnologia di Genova. "La PisaIIT Softhand Plus spiega una nota è l'evoluzione della Pisa-IIT Softhand, che era in grado di afferrare oggetti di uso comune usando un solo motore. Adesso 'sa' versare il caffè o prendere una banconota tra le dita.


 

La Nazione

Università, premiata la mano robotica al meeting "Humanoids"

Pisa, 12 novembre 2015 - Humanoids, la più importante conferenza internazionale nell'ambito della robotica umanoide che si è svolta in Corea del Sud la scorsa settimana, premia per la seconda volta la mano robotica sviluppata nei laboratori dell'Università di Pisa e dell'Istituto Italiano di Tecnologia di Genova. Lo ha reso noto l'ateneo toscano. «La Pisa-IIT Softhand Plus - spiega una nota - è l'evoluzione della Pisa-IIT Softhand, che era in grado di afferrare la maggior parte degli oggetti di uso comune usando un solo motore. 
La nuova mano ha due motori, ed è in grado di afferrare e manipolare gli oggetti in modo più abile rispetto alla sua prima versione. La Softhand Plus può, solo col movimento delle dita, eseguire piccole azioni molto utili nella vita quotidiana, come versare il caffè in una tazzina, o prendere una banconota o una carta di credito tra la punta delle dita. Piccoli gesti fatti con una destrezza paragonabile a quella di un bimbo di pochi anni, e maggiore della prima SoftHand, che invece aveva una presa simile a quella di un neonato». «Abbiamo fatto un altro passo avanti verso la riproduzione di movimenti naturali della mano umana - spiega Antonio Bicchi, docente di Robotica all'Università di Pisa e senior scientist all'Iit di Genova - con una struttura artificiale il più semplice e robusta possibile e quindi adatta a essere usata come protesi, oltre che come mano di un robot».